Descrizione
Attrezzature alberghiere, turistiche, centri di sport invernali, impianti di risalita.
Si tratta di un'ampia sella prativa tra la Valle della Sorna e la Valle dell'Aviana. Sulla linea di cresta affioranograndi rocce clivaggiate usufruite quali ricoveri e osservatori militari durante la guerra 1915-18. Al valico, stele che sorregge una piccola edicola di pietra con bassorilievo a San Valentino (XVII sec.) e basamento di pietra («Regio esercito italiano, Iª Armata, 1917»).
Presso l'albergo si trova la chiesetta di San Valentino (1969). Poco oltre il valico, sulla strada per la Bocca dei Creer, nuovo villaggio residenziale (m 1315) ed ex cimitero militare (cippo a ricordo dei 31 militari morti sotto una valanga caduta il 13 dicembre 1916 e altri cippi).
La strada provinciale n. 32 Gen. Graziani, costeggia in quota, la sponda sinistra della Valle dell'Aviana (vista sulla catena centrale dei Baldo) sotto la Corna Piana. Alla Bocca dei Creer (m 1617) parte la strada per l'Altissimo (m 2078: rifugio D. Chiesa della SAT) con spettacolare panorama su tutto il Lago di Garda e permalga Campo (m 1635). Da qui si sale inoltre agli altipiani di Corna Piana e di Bes prescelti per il centro botanico del Monte Baldo. Superata la caratteristica Bocca di Navene (m 1430, vastissimo panorama sul Garda), la provinciale Gen. Graziani porta a Ferrara di Monte Baldo (m 830) in provincia di Verona. Da qui si può scendere a Garda. Alla Bocca di Navene, cerniera geografica tra il Baldo trentino e il Baldo veronese, si diparte un sentiero in roccia, di probabile uso pastorale e anche dei contrabbandieri, detto il senter del Ventràr, che attraversa una zona floristica interessantissima e indicativa dell'ambiente biologico alpino dei Baldo. Sempre dalla Bocca di Navene scende verso Malcesine il sentiero detto "dei contrabbandieri".
Da S. Valentino si può scendere per la provinciale, nella Valle dell'Aviana, al lago artificiale di Pra da Stua e ad Avio, nella bassa Val Lagarina (km 16). Al bivio delle strade Madonna della Neve - Alpe Alpesina, si osserva un bellissimo paesaggio di basalti colonnari.
Una strada risale, da S. Valentino, il costone di Pozza Frera (vedere gli strati calcarei affioranti, le buche delle bombe e i ricoveri della prima guerra mondiale, le pozze circolari per gli armenti, le balte con la copertura di lastre). Allo spartiacque tra le Valli della Sorna e dell'Aviana, tra il Postemon (m 1516) e il Corno della Paura (m 1539) si gode un vasto panorama fino alle Dolomiti di Brenta e all'Adamello, al Pizzo di Levico e al monti dei Fèrsina e dell'Avisio.
La riserva naturale di Corna Piana fu istituita nel 1972. La riserva si stende su circa 50 ettari a quota superiore a m 1600, comprendendo un ondulato pianoro tenuto a pascolo e circondato da una serie di rupi. Una vicina regione montana, di circa 100 ettari, è stata sottoposta pure a vincolo protezionistico. La riserva di Corna Piana presenta le seguenti caratteristiche principali: «ospita, tra gli invertebrati, alcuni interessanti endemismi pregiaciali; causa il naturale isolamento, sta indirizzandosi a diventare uno dei rifugi della fauna nobile stanziale come il capriolo, il gallo forcello ed il gallo cedrone; si segnala la presenza di preziosi elementi endemici della flora alpina; numerose specie vegetali presenti si denominano con l'aggettivo qualificante di «baldensis» cioè dei Monte Baldo; il corteggio floristico è di elevato significato per la presenza e l'abbondanza di numerose specie che stanno diradandosi - per l'antropismo - in molti areali prealpini; nessuna utilizzazione forestale, nè pascolo, nè altre azioni antropiche di rilevante disturbo sono state effettuate da oltre 40 anni; la composizione dei popolamenti e la struttura dei suolo indicano formazioni già indirizzate all'equilibrio ecologico» (M. Zorzi, 1976).