Castione (m 520)

La Frazione Castione di Brentonico dista circa 2 km dal comune di Brentonico

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Descrizione

Contrada

L'abitato è raccolto su d'un pronunciato rilievo basaltico al centro di un anfiteatro formato dal Monte Giovo (est), Dossomaggiore (sud) e Dos Alt (m 746, ovest). La valle tra il dosso di Castione e il Monte Giovo è percorsa dal Rio S. Rocco, affluente del Cameràs. L'avvallamento tra il Dos Alt e il Dos Mazzenti è detto Lenzi­ma. Fra i due rilievi corre la strada dei Castioni.

Il paese è interessante per la topografia e l'assetto urbanistico (gruppi di case con corti).
A est e a nord grandi muri medievali sostengono il rione detto Castello. Da notare le vecchie case della tradizione, doviziose di ballatoi, di poggioli di lastre litiche sostenute da mensole, di portali con mascheroni e di finestre bugnate. Elementi medievali sono ravvisabili al Castello: il ponte è costruito con pietre bugnate provenienti, è da credere, dal mastio del castello di Castellione sulla cui area è costruita la contrada che ne porta il nome. Di questa fortezza medievale si ha notizia dei 1221: Briano di Castelbarco ottenne dal vescovo di Trento il permesso di costruire una casa murata al Palù di Brentonico a patto di procedere alla demolizione del castello dei Leone. Sulla piazza si eleva la chiesa parrocchiale di San Clemente. Ai suoi piedi la vecchia Società di abbellimento, ordinò, al principio dei secolo, una serie di fontane di pietra su elementi di portale barocco. Sul portale sud la data 1564, su quello nord, in nicchia, rilievo litico della Madonna e santi a lato (XVII sec.), di Guglielmo de Manueli di Avio, lo stesso artista della lastra della pieve di Brentònico (prima metà dei secolo XVI). Sopra il portale est è collocata una scultura (Cristo) del secolo XVI: nel retro presenta un fregio romanico (XII sec.?) estrema testimonianza, sembra, di un edificio medievale precedente all'attuale chiesa. L'interno è a tre navate: nella navata di sud elegante fonte battesimale barocco, in quella nord la data 1577 sul capitello dell'ultima mezzacolonna, le date 1601 e 1900 nella navata centrale. La decorazione pittorica è di Antonio Majer di Mori. Notevole l'altar maggiore di bottega dei Benedetti di Castione.
La contrada a occidente del dosso della chiesa è detta Vies, quella a nord al Franzesi. Qui c'è la casa degli scultori Benedetti: la corte è contornata da poggioli di pietra sostenuti da mensoloni e adornati da ringhiere inginocchiate di ferro battuto. Vi si aprono le finestre e le porte di pietre bugnate. Un grande fresco sotto lo scialbo è contenuto in una cornice di stucco della sala del secondo piano. In quelle vicine, si notano resti di decorazioni murali e fascione a chiaroscuro.
Castione è celebre, non solo nella regione tridentina, per le sue cave di marmo, ma soprattutto per i suoi maestri tagliapietra la cui scuola in epoca barocca, si impose dal Veneto alla Lombardia fino al Tirolo e all'Austria. Dalla bottega di Cristoforo e Sebastiano Benedetti e dei loro padre Giacomo, fiorita verso la metà dei secolo XVII (loro lavori son sparsi in varie chiese e palazzi della regione tridentina, nel Tirolo, a lnnsbruck, ecc.) uscirono, tra gli altri, lo scultore Teodoro Benedetti (1697-1783) e Giuseppe Antonio Sartori. Le cave di marmo dei dintorni e le annesse botteghe artigiane richiamarono numerosi scalpellini, anche veneti. Da uno di costoro nacque a Castione, Antonio Galdon (1738-1829), ingegnere e architetto. «Da Castione, infatti, trassero l'origine delle vere dinastie di scultori e architetti, che ebbero un posto di grande importanza nella storia dell'arte dei nostro paese . . .» (G.S. Pisoni). Nei calcari rossi del Giurese superiore del Monte Giovo sono state rinvenute circa 30 varietà di ammoniti.

Modalità di accesso

L'accesso non presenta barriere architettoniche ed è ben segnalato

Indirizzo

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