Commemorazione per i partigiani Orazio Mignani e Romolo Mezzetti

Persero la vita nel territorio di Brentonico il 2 maggio 1945
Data:

05/05/2026

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  • Comunicato stampa
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“Momento di commemorazione” per i partigiani Orazio Mignani e Romolo Mezzetti, che persero la vita nel territorio di Brentonico il 2 maggio 1945: è stato questo il pensiero con la conseguente iniziativa promossa dal Comune di Brentonico insieme all’ Associazione partigiani ANPI del Trentino sabato 2 maggio 2026 presso il giardino di palazzo Eccheli-Baisi.

Il sindaco Mauro Tonolli, insieme al consigliere delegato Nicola Zoller e al presidente provinciale ANPI Mario Cossali, ha voluto promuovere questa iniziativa, confermando l’impegno al ricordo dei due partigiani emiliani assunto dal Comune di Brentonico fin dal 2013, quando venne affissa proprio nel menzionato giardino una targa commemorativa.

Come avvenne il tragico fatto? Lo racconta lo storico Lorenzo Gardumi nel libro “Le guerre del fascismo e la Resistenza (1935-1945) edito dalla Fondazione Museo Storico del Trentino con il sostegno del Comune di Brentonico. Narra Gardumi: «Al momento di abbandonare l’Altopiano tra fine aprile e primi di maggio 1945, i tedeschi compiono alcune uccisioni assolutamente arbitrarie. È una violenza vendicativa, che rifiuta di ammettere la sconfitta. L’uccisione di Orazio Mignani e Romolo Mezzetti, già partigiani ed ex prigionieri del lager di Bolzano rilasciati a fine aprile 1945, è da addebitare agli uomini del maggiore Schintlholzer. La drammatica fine dei due giovani emiliani è nota: volendo evitare le strade principali, Orazio e Romolo raggiungono Brentonico ma incappano nelle SS che li costringono a trasportare e seppellire alcune casse di munizioni, dopodiché sono freddati con un colpo di pistola alla nuca e gettati in una buca improvvisata. Luigi Zoller in una sua testimonianza ricorda: ''La sera del 2 maggio mi recai in centro. E così appresi la notizia di un duplice assassinio sotto il giardino di Palazzo Baisi. La Germania si era arresa, ma le SS prima di lasciare Brentonico, spietatamente, non avevano voluto dare a quei poveri ragazzi, Orazio Mignani e Romolo Mezzetti, la possibilità di tornare alle proprie famiglie''».

Il consigliere Nicola Zoller ha voluto riportare la testimonianza del maestro ed ex sindaco Luciano Dossi, che da bambino assistette alla tragedia consumatasi vicino alla casa di famiglia: da maestro lo ricordava ai propri scolari come monito contro la violenza della guerra. Dal consigliere è venuto anche l’invito a leggere tutte le tre pubblicazioni dedicate a Brentonico dalla Fondazione Museo Storico del Trentino: oltre al libro di Gardumi, anche quelli di Quinto Antonelli dedicati a “La Grande Guerra” (1914-1918) e “La grande miseria – dopoguerra e fascismo (1919-1940)”. Queste pubblicazioni “costruiscono” la memoria dell’Altopiano, un territorio che può progredire solo con la consapevolezza della propria storia.

La commemorazione che il sindaco Mauro Tonolli ha promesso di riconfermare con convinzione nei prossimi anni, si è conclusa con l’accorato e autorevole intervento del presidente ANPI Mario Cossali, che ha menzionato anche la prima ricerca sui due assassinii, svolta a fine anni Novanta dello scorso secolo da Antonio Passerini : «Non morirono invano i due partigiani emiliani – ha dichiarato – i cui nomi sono riportati sulla lapide marmorea dedicata ai partigiani dal Comune di Bologna nella piazza principale della città emiliana. Loro contribuirono a riscattare l’onore dell’Italia, consentendo al nostro Paese di darsi una Costituzione democratica in un’Italia liberata e libera». E ha continuato: «Sono anche un esempio per la nostra gioventù: Mignani e Mezzetti erano ventenni che come tanti altri giovani partigiani offrirono le proprie vite per un futuro migliore per tutti. Da queste vite spezzate possono scaturire tracce ideali per una vita piena e impegnata da parte delle giovani generazioni trentine e italiane».

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Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 05/05/2026 09:14

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