Brentonico in breve

Brentonico è nome di regione, non di paese, che comprende la Valle della Sorna. Tuttavia, per ragioni logistiche e amministrative, è invalso l'uso di chiamare Brentonico il centro amministrativo, già politico e religioso. E' probabilmente toponimo prelatino di cui si è perduto il significato tanto che da tempo si è preferita l'etimologia popolare della "brenta" (e tale è lo stemma dei comune) per indicare la forma, a catino, della Valle della Sorna.

E' formato da 4 contrade che hanno formato una continuità attorno al pioppeto del Palù (m 694) e si allargano sull'altopiano in sponda sinistra della Valle della Sorna. Nella parte nord-est c'è la contrada di Fontana (m 701), a nord e a nord-est la contrada di Lera, a sud la contrada di Vigo. La contrada di Fontèchel è più sotto, a ovest, tra il rio che scende dal Dos Rovion e il Rio Fontèchel.

L'altopiano di Brentonico si trova nel Trentino meridionale a 692 m. sul livello del mare. Appartiene all'ambito comprensoriale della Vallagarina e dista 39,5 km da Trento e 16 Km da Rovereto. Si estende per 62,67 kmq lungo la valle scavata dal torrente Sorna e la dorsale del Monte Baldo trentino, la catena montuosa che separa la valle dell'Adige dal lago di Garda. 

La Valle della Sorna appare profondamente glacializzata fino a quota 1300 circa (massi erratici, depositi morenici) ed è sospesa su quella maggiore, dell'Adige. Prodotto dell'erosione torrentizia recente è la gola incisa tra le Pozze (Tragno) e le rupi delle Zendràe (Corné) attraverso la quale il Sorna defluisce nell'Adige. La valle ha una singolare forma a S e presenta una complessa serie di terrazzamenti sulle due sponde (sistema ad altipiani), sui quali sono stabilite le sedi umane. 

L'ambiente è prealpino, delle zone calcaree. La vite si spinge, nella Valle della Sorna, fino a Sorne, Cazzano e Crosano; la copertura vegetale è costituita da cedui prevalentemente di frassino e carpino; i pascoli alpini sono caratterizzati dal relitti delle vaste faggete che ricoprivano le falde montane secolarmente antropizzate per trarvi pascoli. 
Geomorfologicamente i luoghi sono molto interessanti: formazione piuttosto compatta di calcari dei Giura con sovrapposizioni di calcari caolitici, ammonitici, nummolitici, marnosi, presenza di arenarie e di rocce basaltiche, depositi fossiliferi, imponenti fenomeni carsici, diverse forme d'erosione (gole, calanchi di S. Giacomo, Valle di Lodrón), campi solcati, grotte, doline, monoliti e muraglioni a erosione differenziata. Alcuni giacimenti di lignite (Val Madrera, Pais) e di minerale di ferro (Bot di Besàgno), cave di terra verde (Saiori), già soggetti all'ordinamento minerario dei Principato vescovile di Trento al pari di quelli della pietra da mola, di terre gialle (Saiòri) e di terre rosse (Crosano). 

Di grossa importanza storico-artistico-economica le varie cave di marmo che hanno dato la possibilità della lavorazione di parecchie varietà. Le chiese della Valle della Sorna e di Móri conservano numerosi fastosi altari barocchi usciti dalle botteghe artigianali di Brentonico, e che coincidono con il boom dei rinnovamento delle chiese. Sono un interessante condensato della ricchezza e della varietà dei marmi di questa proda montebaldina, oltre che della vitalità delle botteghe artigianali locali. 

Il Monte Baldo è altresì secolarmente celebre per la sua ricchissima flora tanto che è stato chiamato da G. B. Olivi "Hortus Italiae", l'orto d'Italia. A iniziare dal bolognese Leandro Alberti (1479-1552) fino agli studiosi moderni (Vittorio Marchesoni, Giuseppe Daliafior, Franco Pedrotti) la flora montebaldina è stata oggetto di ripetuta attenzione. Tanto che la storia del Baldo s'intreccia con la storia della nomenclatura botanica e parecchi vegetali si denominano nell'aggettivo qualificante la specie baldensis, cioè del Monte Baldo. Esempio: Anemone baldensis L., Galium baldensis Spreng_ Carex baldensís L., Knautía baldensis Kerner, ecc." (L. Ottaviani, 1969). Tra gli endemismí, Ottaviani cìta: Rhodotamnus chamaecistus (L.), Saxifraga tombaenensis Boiss., Veronica bonarota (L.), Vettest., Geranium argenteum (L.), Callaianthernum kernenianum Freyn_ Campanula petraea. L'altopiano di Bes e di Corna Piana, tra le quote 1272 e 1735 è stata eletta a riserva naturale guidata. La Società botanica italiana ha incluso nel "Censimento dei biotopi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia" (1971) il Monte Baldo appunto per la sua "ricchissima flora dì specie endemiche, rare o ad apparizione saltuaria" (F.Pedrotti). 

(notizie tratte da "Aldo Gorfer, Terre Lagarine - Arti Grafiche Manfrini) 

Lunedì, 04 Marzo 2013 - Ultima modifica: Giovedì, 15 Gennaio 2015

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