Ambiente e natura
L'altopiano di Brentonico si trova nel Trentino meridionale a 692 m. sul livello del mare. Appartiene all'ambito comprensoriale della Vallagarina e dista 39,5 km da Trento e 16 Km da Rovereto.
Si estende per 62,67 kmq lungo la valle scavata dal torrente Sorna e la dorsale del Monte Baldo trentino, la catena montuosa che separa la valle dell'Adige dal lago di Garda.
La Valle della Sorna appare profondamente glacializzata fino a quota 1300 circa (massi erratici, depositi morenici) ed è sospesa su quella maggiore, dell'Adige. Prodotto dell'erosione torrentizia recente è la gola incisa tra le Pozze (Tragno) e le rupi delle Zendràe (Corné) attraverso la quale il Sorna defluisce nell'Adige. La valle ha una singolare forma a S e presenta una complessa serie di terrazzamenti sulle due sponde (sistema ad altipiani), sui quali sono stabilite le sedi umane.
L'ambiente è prealpino, delle zone calcaree. La vite si spinge, nella Valle della Sorna, fino a Sorne, Cazzano e Crosano; la copertura vegetale è costituita da cedui prevalentemente di frassino e carpino; i pascoli alpini sono caratterizzati dal relitti delle vaste faggete che ricoprivano le falde montane secolarmente antropizzate per trarvi pascoli.
Geomorfologicamente i luoghi sono molto interessanti: formazione piuttosto compatta di calcari dei Giura con sovrapposizioni di calcari caolitici, ammonitici, nummolitici, marnosi, presenza di arenarie e di rocce basaltiche, depositi fossiliferi, imponenti fenomeni carsici, diverse forme d'erosione (gole, calanchi di S. Giacomo, Valle di Lodrón), campi solcati, grotte, doline, monoliti e muraglioni a erosione differenziata. Alcuni giacimenti di lignite (Val Madrera, Pais) e di minerale di ferro (Bot di Besàgno), cave di terra verde (Saiori), già soggetti all'ordinamento minerario dei Principato vescovile di Trento al pari di quelli della pietra da mola, di terre gialle (Saiòri) e di terre rosse (Crosano).
Di grossa importanza storico-artistico-economica le varie cave di marmo che hanno dato la possibilità della lavorazione di parecchie varietà. Le chiese della Valle della Sorna e di Móri conservano numerosi fastosi altari barocchi usciti dalle botteghe artigianali di Brentonico, e che coincidono con il boom dei rinnovamento delle chiese. Sono un interessante condensato della ricchezza e della varietà dei marmi di questa proda montebaldina, oltre che della vitalità delle botteghe artigianali locali.
Il Monte Baldo è altresì secolarmente celebre per la sua ricchissima flora tanto che è stato chiamato da G. B. Olivi "Hortus Italiae", l'orto d'Italia. A iniziare dal bolognese Leandro Alberti (1479?1552) fino agli studiosi moderni (Vittorio Marchesoni, Giuseppe Daliafior, Franco Pedrotti) la flora montebaldina è stata oggetto di ripetuta attenzione. Tanto che la storia del Baldo s'intreccia con la storia della nomenclatura botanica e parecchi vegetali si denominano nell'aggettivo qualificante la specie baldensis, cioè del Monte Baldo. Esempio: Anemone baldensis L., Galium baldensis Spreng_ Carex baldensís L., Knautía baldensis Kerner, ecc." (L. Ottaviani, 1969). Tra gli endemismí, Ottaviani cìta: Rhodotamnus chamaecistus (L.), Saxifraga tombaenensis Boiss., Veronica bonarota (L.), Vettest., Geranium argenteum (L.), Callaianthernum kernenianum Freyn_ Campanula petraea. L'altopiano di Bes e di Corna Piana, tra le quote 1272 e 1735 è stata eletta a riserva naturale guidata. La Società botanica italiana ha incluso nel "Censimento dei biotopi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia" (1971) il Monte Baldo appunto per la sua "ricchissima flora dì specie endemiche, rare o ad apparizione saltuaria" (F. Pedrotti).
(notizie tratte da "Aldo Gorfer, Terre Lagarine - Arti Grafiche Manfrini)
L’Orto dei semplici ed il Giardino botanico del Monte Baldo - presso Palazzo Baisi a Brentonico. Inaugurati nel 2005, l'Orto ed il Giardino si trovano a quota 690 s.l.m., nelle adiacenze del Palazzo Eccheli-Baisi a Brentonico, in una zona dal panorama straordinario. La struttura permanente, che occupa circa 6000 metri quadrati, è stata progettata e realizzata dal Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale della Provincia Autonoma di Trento sul modello degli orti rinascimentali. La direzione scientifica dell'opera è stata assegnata alla sezione di Botanica del Museo Civico di Rovereto, che ha curato la raccolta delle specie floristiche spontanee e ha supervisionato le ultime fasi di allestimento di questo primo esempio trentino di orto botanico realizzato sul modello rinascimentale. Nell'orto botanico sono coltivate circa 500 specie di piante, alcune ottenute da vivai specializzati, altre ottenute da seme, la maggior parte raccolte in natura. Ogni singola pianta è segnalata con un cartellino bianco. Le piante coltivate a Palazzo Eccheli-Baisi di Brentonico sono suddivise in due aree: ad ovest sono situate le specie del vero e proprio orto dei semplici, ad est invece è rappresentata la flora spontanea del Monte Baldo, che costituisce il giardino botanico, al quale è annessa un'area didattica. L'orto dei semplici è ripartito su tre terrazzamenti con le specie coltivate in dodici aiuole tematiche dalle forme geometriche simmetriche, realizzate sia in metallo che in muratura. Grande importanza è stata dedicata alle specie autoctone, cioè che crescono spontanee sulla catena del Monte Baldo. Nel giardino botanico si sono ricreati artificialmente dei piccoli microambienti, che offrono al visitatore la sensazione di trovarsi di fronte a un ambiente più naturale. Nella predisposizione del giardino si è utilizzato anche un criterio espositivo diverso rispetto a quello adottato per l'orto. Si è infatti cercato di suddividere ecologicamente le specie, per ambiente e quota di crescita. La proprietà è del Comune di Brentonico, la gestione del Museo Civico di Rovereto, che organizza anche visite guidate (prenotazioni tel. 0464 439055).
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