Nuovi scenari di sviluppo rurale per il consorzio di miglioramento fondiario di Brentonico

Agricoltura e paesaggio sono due “termini” indistinguibili, ancor più in un territorio a vocazione rurale, com’è quello di Brentonico. La relazione tra i diversi tasselli, segni o forme del paesaggio, con l’attività agricola è una costante nello spazio, dalla pianura alla collina, fino alla montagna.

Attraverso l’attività agricola, lo spazio geografico diventa “territorio”: la dimensione umana in cui persistono in modo definito e riconoscibile i diversi “marcatori” colturali/culturali e identificativi. Per mezzo dell’agricoltura, soprattutto quella tradizionale, estensiva, i segni dell’uomo sullo spazio diventano unità elementari e funzionali di una complessa semeiotica paesistica. La “discontinuità” degli elementi, tasselli, nello spazio percepito diventa quindi segno del “buon paesaggio rurale”. Tale discontinuità permette l’interruzione dell’uniformità prodotta da agricolture di tipo moderno, intensivo, agro-industriale, contrastando un processo produttivo di cattivi paesaggi, responsabile di una banalizzazione del territorio. Le forme di sviluppo agricolo intensivo sopra citate hanno portato alla riduzione della biodiversità ambientale, all’omologazione delle attività agricole e di conseguenza all’uniformazione stessa del paesaggio, nonché ad una forte riduzione della complessità delle unità paesistiche ed anche dei tratti culturali. La nuova traccia di regolamento comunitario (P.S.R.) 2014 – 2020, pone l’accento sulla necessità di individuare un progetto di governance del territorio rurale capace di integrare gli aspetti economici, sociali ed ambientali; le nuove politiche comunitarie proposte presentano chiare indicazioni verso la promozione di progetti che integrino agricoltura, turismo ed patrimonio culturale, la mitigazione dei cambiamenti climatici e la diversificazione delle colture. La pianificazione deve quindi essere in grado di sostenere non solo l’economia rurale, ma anche il presidio del territorio, al fine di prevenire i fenomeni di dissesto idrogeologico: l’agricoltore s’impersonifica nel ruolo del “custode” della montagna. Sulle terre delle Alpi, l’agricoltura di montagna riveste ancora oggi un ruolo fondamentale nel garantire il mantenimento del paesaggio, un paesaggio che diventa valore aggiunto rispetto al valore economico di mercato delle singole produzioni. Intraprendendo tale politica territoriale, il Consorzio e l’Amministrazione comunale intendono agire in modo condiviso alla realizzazione di questo processo, tra l’altro già iniziato anche con la recente nascita del Nuovo Parco Naturale Locale del Monte Baldo e delle azioni programmatiche e di sviluppo da esso proposte. Lo Studio finalizzato ad un’approfondita conoscenza del territorio di pertinenza del Consorzio, dovrebbe fornire informazioni utili sullo stato di avanzamento delle opere di miglioramento fondiario ed essere propulsore, in un secondo momento, di nuove azioni di riqualificazione e miglioramento degli aspetti produttivi e infrastrutturali, proponendo un progetto territoriale che integri gli aspetti economici, sociali e quelli ambientali.

Venerdì, 06 Marzo 2015 - Ultima modifica: Mercoledì, 20 Gennaio 2016

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